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Arturo Iannelli vuole essere il più bravo ed oggi lo è.
O almeno così crede. Cinquataquattro anni, avvocato civilista, studio in Via della Conciliazione. Ha vinto quasi tutto quello che ha intentato. Ma quasi non basta. Non a lui.
Poi arriva Eitan Voss. Uno scienziato israeliano con un passato nell'intelligence militare, un laboratorio segreto ai Parioli e una proposta impossibile: un chip neurale da impiantare nel cervello umano, capace di connettere la mente direttamente alle reti di intelligenza artificiale. Accesso illimitato a ogni dato che l'umanità ha mai prodotto. Connessione istantanea a ogni sistema A.I. . Memoria assoluta. Pensiero non lineare. Velocità.
Arturo accetta. Vuole essere il migliore. Non vuole diventare un Dio, semplicemente essere il migliore nella sua professione.
Le settimane che seguono cambiano tutto. Il chip funziona oltre ogni aspettativa: Arturo vince cause impossibili, legge le persone come testi aperti, connette in un secondo fatti che nessun cervello umano avrebbe mai potuto collegare. Ma il potere ha un costo che nessuno gli aveva detto. Sapere tutto di tutti è una forma di solitudine assoluta. L'onniscienza, scopre, non è la versione migliore di sé. E' una prigione senza muri.
Poi Voss viene ucciso nel suo appartamento ai Parioli. Due colpi, omicidio da professionisti.
Su uno schermo del suo computer, ancora acceso, si legge una sola riga di testo: "Il prototipo non è qui. Cerchiamo".
Chi ha ucciso Voss non ha trovato il secondo prototipo. Ma sa che in giro c'è il primo, impiantato nel cervello di un avvocato civilista di cinquantaquattro anni, Arturo.
Da aspirante principe del Foro, Arturo diventa un uomo in fuga. Spezza la SIM, abbandona la città di notte, raggiunge un capanno su un lago sperduto nel nord Italia e, el silenzio e nel freddo del mese di novembre, con il chip ancora attivo nel cranio, capisce una cosa che nessun sistema di A.I. avrebbe mai potuto insegnargli: sapere tutto non aiuta ad essere un uomo migliore e l'ultima cosa umana che gli resta è la scelta, anche se imperfetta.
"Siamo organismi biologicamente predisposti ad estendere la nostra mente attraverso strumenti esterni. Non è un'anomalia. E' parte della nostra evoluzione culturale." (Andy Clark, filosofo della mente)
Ahoj! Som Libroamiko, tvoj knižný radca.
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