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Nell'estate del 1976 Stefano ha vent'anni, sfiora i due metri di altezza e trova un lavoro fuori dall'ordinario: restare immobile per ore, nudo sotto un pesante mantello di velluto porpora, con una testa di toro in resina che gli schiaccia il collo, dentro un capannone che pochi anni prima aveva ospitato "Cleopatra" e che ora è il campo di battaglia di tre uomini decisi a farsi la guerra per un film destinato a diventare leggendario: "Caligola".
Da allora sono passati quasi cinquant'anni. Il film ha cambiato titolo, montaggio, durata e identità più volte: sette, forse otto versioni ufficiali, oltre ad una misteriosa copia clandestina riemersa da qualche angolo del dark web.
Eppure, in nessuna di quelle versioni Stefano compare. Non un fotogramma. Non un'ombra. Non un secondo.
Questo libro non cerca di ricostruire la verità definitiva sul film. Quella, probabilmente, non la conosce più nessuno. Nemmeno chi era sul set. Nemmeno chi il film lo ha diretto.
Queste pagine raccontano invece il montaggio che mancava: quello di un uomo rimasto ai margini dell'inquadratura ma al centro di un'esperienza irripetibile. Il montaggio costruito con la memoria di un corpo che ha osservato più di quanto sia stato osservato e che, a quasi settant'anni, continua a camminare, pedalare e ricordare con la stessa ostinata energia con cui, allora, resisteva per ore sotto una maschera di resina, tra i riflettori e i quaranta gradi di un'estate romana.
Ahoj! Som Libroamiko, tvoj knižný radca.
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