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Un pinguino lascia la colonia e cammina verso l'interno dell'Antartide. Non verso il mare. Non verso la salvezza. Verso il bianco.
La scena appare nel documentario Encounters at the End of the World di Werner Herzog: un pinguino di Adelia si separa dal gruppo e si dirige verso una morte quasi certa. In pochi secondi, quell'animale è diventato un'immagine virale, una battuta, un meme, una piccola icona del nostro modo di sentirci persi.
Il pinguino nichilista parte da quella scena e la guarda senza addomesticarla. Non per trasformare il pinguino in una favola motivazionale, né per usarlo come maschera della nostra tristezza, ma per capire perché abbiamo avuto bisogno di leggerlo come un simbolo.
Attraverso biologia, filosofia, cinema e cultura contemporanea, il libro segue tre domande: che cosa accade quando un animale perde l'orientamento? Perché noi chiamiamo "nichilismo" ciò che forse è solo disorientamento? E cosa rivela di noi il bisogno di trovare una morale anche dove c'è soltanto un essere vivente che cammina?
È un saggio breve e intenso per chi ama la scrittura letteraria, la filosofia accessibile, le storie vere sugli animali, l'Antartide, Werner Herzog, Camus, la solitudine e quelle immagini che restano addosso più di quanto dovrebbero.
Non è un libro soltanto sui pinguini. È un libro sulle bussole che si guastano, sulle metafore che ci tradiscono e sul fragile privilegio umano di poterci chiedere, mentre camminiamo, se il mare sia davvero nella direzione giusta.
Ahoj! Som Libroamiko, tvoj knižný radca.
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