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Gracious Melodies è il primo libro italiano dedicato agli Stone Temple Pilots.
Debuttando nel settembre 1992 con il cerebrale album Core, gli Stone Temple Pilots occuparono meritevolmente un posto di rilievo nel panorama rock internazionale. La formazione statunitense, guidata dal cantante Scott Weiland e completata dai fratelli Robert e Dean DeLeo (rispettivamente basso e chitarra), più Eric Kretz (batteria), continuò a crescere e a perfezionare il proprio suono con una serie di lavori discografici di grande levatura: Purple, Tiny Music... Songs From The Vatican Gift Shop, ma anche i meno noti - ma non per questo meno intriganti - No. 4 e Shangri-La Dee Da.
La storia degli Stone Temple Pilots, fatta di successi e di grandi conquiste, fu tuttavia compromessa dalle vicende personali di Scott Weiland, poi deceduto per un'overdose accidentale nel dicembre 2015. Artista problematico e di grande talento - lo si ricorda anche come frontman del supergruppo Velvet Revolver -, Weiland fu l'ultima grande star nel senso più tradizionale del termine, capace di incarnare l'autenticità della performance come solo Jim Morrison o David Bowie, prima di lui, erano stati in grado di fare.
"In assenza di materiale esclusivo l'opera di Gall si pone come una sintesi completa di tutto quanto reperibile in epoca pre-internet, dalle interviste televisive agli show degli anni Novanta, risultando un ottimo viatico per chi volesse approfondire l'opera struggente di un formidabile genio". (Metal Italia - Recensione)
"...'Gracious Melodies' (il titolo è un riferimento al secondo album del gruppo, il popolare 'Purple') è quindi una monografia che ripercorre con piglio appassionato la vicenda artistica degli STP, ma che guarda con attenzione anche alla storia personale del problematico leader della band Scott Weiland, venuto a mancare nel dicembre 2015, soltanto un mese prima rispetto alla dipartita di colui che per Weiland medesimo fu un esempio artistico da osservare e ossequiare: David Bowie. Da leggere, in definitiva, se si è fan, ma anche e soprattutto se si conosce solo superficialmente ciò che Weiland e i Pilots realizzarono di importante e memorabile insieme". (Rockol - Recensione)